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Lancia Stratos Turbo Gruppo 5 – La versione estrema della mitica Stratos HF
Origine del progetto Dopo il successo nei rally della Stratos Gruppo 4, la squadra corse Lancia cercò di sfruttare il telaio anche nelle gare su pista e nelle gare miste del Giro d’Italia automobilistico. Per questo nacque tra 1975 e 1976 una versione radicale: telaio derivato dalla Stratos carrozzeria silhouette molto allargata motore Ferrari Dino V6 turbocompresso potenze molto superiori alle versioni rally. Il regolamento Gruppo 5 consentiva di mantenere la sagoma della vettura ma con modifiche quasi illimitate a telaio, aerodinamica e motore. Caratteristiche tecniche principali Motore e meccanica: Motore: V6 Dino Ferrari 65° Posizione: centrale posteriore trasversale Cilindrata: 2418 cc Turbocompressore Potenza: circa 330-420 CV a seconda delle evoluzioni Prestazioni stimate: Velocità massima: circa 300 km/h nelle configurazioni più spinte Telaio e dimensioni: passo allungato rispetto alla Stratos normale lunghezza circa 3,88 m (circa 17 cm in più della stradale) carrozzeria estremamente larga con grandi parafanghi. Aerodinamica e design Era una delle Gruppo 5 più aggressive dell’epoca: parafanghi enormi carreggiate molto allargate grandi prese d’aria laterali alettone posteriore carreggiate e pneumatici da pista larghissimi. La linea restava quella della Stratos ma estremizzata per il regolamento silhouette. Gare e risultati La Stratos Turbo Gruppo 5 corse soprattutto nel Giro d’Italia automobilistico, gara che combinava: prove speciali rally gare in circuito trasferimenti stradali. Partecipazioni note: Giro d’Italia 1974 – vittoria con Stratos (versione precedente) 1976 – vittoria con equipaggio Facetti-Sodano 1977 – partecipazione con Munari ma con problemi meccanici La vettura partecipò anche ad alcune gare endurance e fu provata per competizioni internazionali. Numero di esemplari La Stratos Turbo Gruppo 5 è estremamente rara: pochissimi esemplari ufficiali costruiti (probabilmente 2 o 3) almeno una vettura distrutta in incendio a Zeltweg nel 1976 una vettura finita in Giappone negli anni ’70 e poi rientrata in Europa. Negli anni successivi sono state costruite alcune repliche ufficiali o ricostruzioni. Importanza tecnica La Stratos Turbo Gruppo 5 fu importante perché: sperimentò sovralimentazione e aerodinamica estrema fu un laboratorio per il reparto corse Lancia anticipò alcune soluzioni poi viste nelle Lancia da pista. Infatti dopo questo progetto Lancia sviluppò: Lancia Beta Montecarlo Turbo Gruppo 5, molto più vincente nelle gare endurance (Campionato Mondiale 1980-81). Curiosità È una delle Stratos più rare mai costruite. Alcune versioni avevano livree Alitalia o Marlboro. In diversi videogiochi e modelli è rappresentata come “Stratos HF Turbo Gr.5”. Il design silhouette la rende una delle Gruppo 5 più spettacolari degli anni ’70.
Coppa Città della Pace: Scapolo–Scapolo vincono il terzo round CIREAS 2026
Rinnovata partenza e quartier generale per la XXXIII Coppa Città della Pace, gara di regolarità storica valida come terzo appuntamento del Campionato Italiano Regolarità Auto Storiche (CIREAS) 2026. La manifestazione trentina, organizzata da ADIGE Sport in collaborazione con Automobile Club Trento, ha riportato nel cuore della città una delle competizioni più affascinanti del panorama della regolarità classica. Dall’elegante Piazza Fiera di Trento sono partite 80 splendide vetture storiche che hanno attirato l’attenzione di cittadini, turisti e appassionati. Proprio la stessa piazza ospiterà anche l’arrivo della gara e la spettacolare Power Stage Classic, una sfida di precisione sui pressostati che chiuderà ufficialmente la giornata prima della premiazione nella nuova sede dell’Automobile Club Trento in via Lunelli. (fonte Aci Sport) “È bellissimo vedere in questa piazza vetture così belle e storiche in un numero importante – ha sottolineato il presidente dell’AC Trento Fiorenzo Dalmeri – che danno valore alla gara ma anche alla partecipazione della comunità e della città di Trento a questo evento”. La Coppa Città della Pace rappresenta infatti anche un importante strumento di promozione territoriale, grazie alla copertura mediatica garantita da ACI Sport e alla produzione televisiva che racconterà la gara attraverso ACI Sport TV. Un percorso rinnovato attorno a Trento Novità importante di questa edizione è stato il tracciato completamente ridisegnato intorno al capoluogo trentino. Dopo la partenza da Piazza Fiera, gli equipaggi hanno affrontato la salita verso Sardagna e il Monte Bondone, percorrendo l’intero tracciato della celebre cronoscalata estiva. Successivamente la carovana ha attraversato la Valle dei Laghi passando da Cavedine e Dro, per poi raggiungere Arco, Nago, Mori e Rovereto, sede della pausa pranzo. Nel pomeriggio il ritorno verso Trento attraverso Villalagarina e Santa Massenza, con passaggio finale dal Bus de Vela prima del rientro in città. In totale i concorrenti hanno affrontato 190 chilometri e 61 prove cronometrate, un banco di prova significativo per gli organizzatori guidati da Luca Manera, che stanno valutando una possibile stabilizzazione futura di questo nuovo layout di gara. La gara: dominio degli Scapolo Sul piano sportivo la vittoria è andata ad Alberto e Giuseppe Scapolo, portacolori della Scuderia Nettuno Bologna, che con la loro Fiat 508C hanno conquistato il successo con 204,13 penalità, confermando grande precisione lungo tutte le prove della giornata. Alle loro spalle hanno chiuso Lorenzo e Mario Turelli su Lancia Aprilia, secondi con 220,57 penalità, mentre il terzo gradino del podio è stato conquistato da Francesco Gulotta e Paolino Messina su Fiat 600, portacolori della Franciacorta Motori. Appena fuori dal podio si sono classificati Andrea e Roberto Vesco su Fiat 508 S, seguiti da Vincenzo Massimo Bertoli e Doriano Vavassori su Fiat 508 Balilla. Top 10 Coppa Città della Pace 2026 Alberto Scapolo – Giuseppe Scapolo (Fiat 508C) – 204,13 Lorenzo Turelli – Mario Turelli (Lancia Aprilia) – 220,57 Francesco Gulotta – Paolino Messina (Fiat 600) – 221,65 Andrea Vesco – Roberto Vesco (Fiat 508 S) – 237,60 Vincenzo Massimo Bertoli – Doriano Vavassori (Fiat 508 Balilla) – 253,92 Luca Patron – Matteo Patron (Fiat 508C) – 253,92 Alberto Aliverti – Stefano Cadei (Autobianchi A112) – 278,74 Andrea Luigi Belometti – Cristian Ricca (Fiat 508C) – 282,22 Salvatore Cusumano – Alberto Carrotta (Fiat Simca 8 Coupé) – 295,32 Alessandro Gamberini – Andrea Camosci (Simca 8) – 317,40 Auto moderne: Cajani–Pitacco al vertice Accanto alle vetture storiche, la Coppa Città della Pace ha visto in gara anche alcune auto moderne, protagoniste di una classifica dedicata. A conquistare il successo sono stati Andrea Cajani e Valentina Pitacco, portacolori… Read more »
Destra e Sinistra PO 2026: tra Ferrara e Rovigo trionfano Zanasi-Bertini su Fiat 1100 Special
Grande partecipazione e sfida serrata alla Destra e Sinistra PO 2026, manifestazione di regolarità sotto l’egida di Automotoclub Storico Italiano, andata in scena il 1° marzo 2025 lungo l’asse Ferrara–Rovigo. Un evento che ha unito precisione cronometrica, passione per le storiche e un percorso tecnico distribuito tra le prove di Piazza Ariostea, CUS, Navarra, Garofolo, Sansovino e Kartodromo.
Citroën Traction Avant: l’auto d’epoca che ha fatto la storia
Una delle auto più innovative e iconiche di sempre: storia, tecnica e curiosità sulla leggendaria Traction Avant. Citroën Traction Avant – un’icona dell’auto storica Una rivoluzione su quattro ruote La Citroën Traction Avant è una vettura leggendaria presentata per la prima volta il 18 aprile 1934 e prodotta fino al 1957. Questo modello è diventato un’icona non solo per il design ma soprattutto per le sue soluzioni tecniche rivoluzionarie per l’epoca. Trazione anteriore: tra i primi modelli prodotti in grande serie ad adottarla, migliorando aderenza e tenuta di strada. Monoscocca leggera: elimina il telaio tradizionale e abbassa il baricentro della vettura. Sospensioni indipendenti: torsion bar su tutte e quattro le ruote per comfort e dinamica superiore. Freni idraulici: più efficaci dei sistemi meccanici comuni dell’epoca. Le versioni più note La Traction Avant è stata prodotta in diverse varianti durante la sua lunga vita commerciale. Tra i modelli più conosciuti: Modello 7: versione iniziale con motori quattro cilindri di cilindrata variabile. Modello 11: uno dei più diffusi, con motore da circa 1,9 litri. 15-Six: versione di punta con motore sei cilindri da 2,9 litri. Dettagli tecnico-stilistici della Traction Avant Scheda tecnica essenziale Caratteristica Specifiche Periodo produzione 1934 – 1957 Trazione Anteriore Motori 4 e 6 cilindri Freni Idraulici Sospensioni Indipendenti con barre di torsione Unità prodotte ~760.000 Un’auto nella cultura popolare Oltre alla sua importanza tecnica, la Traction Avant è diventata iconica anche nella cultura popolare: questa silhouette elegante è spesso associata a film di gangster, scene della Resistenza francese e alle strade europee degli anni ’30–’50. Per gli appassionati di auto d’epoca, la Traction continua ad essere una delle vetture più amate nei raduni e nei club storici. CONCLUSIONI La Citroën Traction Avant non è stata soltanto un’automobile di successo, ma una vera rivoluzione tecnologica. Grazie alla trazione anteriore, alla carrozzeria monoscocca e al design innovativo, ha segnato un punto di svolta nella progettazione delle automobili. Ancora oggi è ricordata come uno dei modelli più importanti nella storia della Citroën e come una vettura che ha anticipato di decenni le tendenze dell’ingegneria automobilistica moderna. Hai una Traction o un’altra auto d’epoca? 📸 Condividi le tue foto nei commenti o sulla nostra pagina Facebook — e raccontaci la tua storia!
Coppa Attilio Bettega 2026 – Pokerissimo di Seno
Fonte sito ufficiale Coppa Attilio Bettega Ancora Gabriele Seno sul podio più alto della Coppa Bettega. Il driver milanese cambia il navigatore – al suo fianco Cristina Biagi al posto dello specialista Francesco Gianmarino – ma il prodotto non cambia. È proprietà commutativa, assioma matematico. Niente da dire: col cronometro il pilota della Opel Kadett Gte nell’originale livrea gialloverde ci sa fare! Lungo un percorso che ricalcava l’edizione 1973 del rally di S. Martino di Castrozza ha messo in riga tutta la compagnia degli specialisti della “regolarità a media” e ha fatto centro per la quinta volta consecutiva, da vero mattatore.
Como. E’ vittoria sul lago per Fontanella e Scarabelli su Fiat 514 della MNT25
Fonte ACI SPORT Secondi d’un soffio i siciliani Francesco Gulotta e Paolino Messina su Fiat 600, podio per Paradisi e Rossi su Fiat 600 del Classic Team. La Franciacorta Motori svetta tra le scuderie. Gianmario Fontanella e Giovanni Scarabelli su Fiat 514 Sport del 1930 di RC1 della scuderia MNT 25 sono i vincitori del 5° Trofeo Classic Lago di Como, secondo appuntamento del Campionato Italiano Regolarità Auto Storiche CIREAS andato in scena in questo fine settimana tra i borghi e i tornanti che cingono l’omonimo lago, con ben 67 equipaggi al via, provenienti da tutta italia e sotto l’attenta organizzazione dell’Automobile Club di Como che festeggia quest’anno ben cento anni di attività. Positivo il bilancio per il presidente Enrico Gelpi: “Il Trofeo Classic Lago di Como costituisce per noi è un grande impegno organizzativo, ma siamo soddisfatti per il numero e la qualità degli iscritti e poi è un grande piacere poter vedere così tante persone assistere alla Power Stage ad Appiano Gentile”. La gara ha destato i positivi unanimi commenti dei partecipanti anche per la varietà dei suoi paesaggi, da quelli prettamente legati al lago ai passi innevati di Colma di Sormano. Tornando alla gara, la vittoria dei piacentini non era scontata, considerando che sino alle prove della mattinata, (prima della Power Stage) in testa c’erano i siciliani Francesco Nicolò Gulotta e Paolino Messina sulla Fiat 600 di RC3 della Franciacorta Motori, autori di una media poco sopra l’1 che li rendeva imprendibili. Dopo la sosta pranzo per l’appunto, un pizzico di concentrazione in più consentiva al già vincitore della 1000 Miglia Fontanella (insieme ad Anna Maria Covelli) di sopravanzare i siciliani, anche se d’un soffio (19,90 penalità) e portare a casa la vittoria in terra lombarda. Per i siciliani arriva la vittoria di RC3. Per Fontanella invece si tratta del primo successo a Como, dopo il secondo posto generale dell’edizione 2025. “Siamo partiti bene – ha detto Fontanella – ed è stata proprio una bella gara, un percorso disegnato bene, impegnativo tra i saliscendi e paesaggi innevati. Siamo partiti fortissimo, poi nonostante un po ‘di down, con un calo di tensione, siamo riusciti a tenere la concentrazione e tornare aggressivi fino all’ultima prova. E’ stato un inizio di stagione certamente esaltante e cercheremo di essere più presenti in campionato”. “Arrivare secondi – ironizza Gulotta – è come essere i primi dei perdenti, ma il nostro piazzamento, anche nella classifica senza i coefficienti, ci pone alla testa del campionato anche in ottica di scuderia. A questo proposito tengo a ringraziare il presidente della Franciacorta Motori Alessandro Molgora perché consente agli equipaggi che arrivano da lontano, come noi, di essere sempre presenti. Ringrazio il mio navigatore per essere sempre preciso e affidabile”. Terzi i bobbiesi Roberto Paradisi e Marco Rossi sulla Fiat 600 D del Classic Team (secondi di RC3), mentre hanno provato la zampata finale il giovane figlio d’arte Nicola Barcella e Simone Rossoni sulla A112 della Franciacorta Motori, sulla quale vincono la categoria RC4 e la classifica Under 30, fuori dal podio per appena 6 penalità. Quinta piazza per l’esperto Mario Passanante, in gara con la giovanissima toscana Elisa Buccioni sulla A112 Abarth (secondi di RC4) della Franciacorta Motori, sesti Vincenzo Bertoli e Doriano Vavassori su Fiat 508C. “Avevamo certamente aspettative migliori – ha detto Bertoli – ma siamo soddisfatti della vittoria del raggruppamento RC2, con una media del 3. Bene la disposizione dei tubi, storti o nascosti, che hanno reso la gara tecnicamente valida”. Completano la… Read more »
Andrea Vesco sfata l’incantesimo e vince la Coppa Giulietta&Romeo 2026
Fonte ACI SPORT Il plurivincitore della 1000 Miglia conquista per la prima volta la gara dell’Automobile Club Verona, anche quest’anno appuntamento di apertura del Campionato Italiano Regolarità Auto Storiche. Sul podio anche Vincenzo Massimo Bertoli e Guido Barcella. Paolo Salvetti primo dei veronesi. Lazise, 7 febbraio 2026 – È il bresciano Andrea Vesco, navigato dal padre Roberto, a vincere la Coppa Giulietta&Romeo 2026. Il plurivincitore della 1000 Miglia ha finalmente sfatato la maledizione ed ha conquistato l’evento organizzato dall’Automobile Club Verona in collaborazione con ACI Verona Sport e A.C. Verona Historic, appuntamento inaugurale del Campionato Italiano Regolarità Auto Storiche. I Vesco, al volante della Fiat 508S del 1935, hanno conquistato il successo al termine di una gara condotta con tutta la maestria di cui sono capaci in una gara che ha trovato il sostegno e i complimenti dei partecipanti, reputata tecnica, insidiosa, sfidante e che ha beneficiato anche di una giornata che nella sua seconda parte ha regalato sole e scorci spettacolari sul Lago di Garda e sulle colline circostanti. A fare da grande cornice è stato il Lungolago Regina Adelaide di Garda, che ha ospitato due passaggi incluso quello finale con la Power Stage televisiva che ha incoronato Andrea Malucelli e Monica Bernuzzi con la mitica Fiat Duna (Franciacorta Motori). Andrea e Roberto Vesco hanno imposto il proprio ritmo sin dalle prime prove, chiudendo con 202,50 penalità al termine di una gara resa particolarmente impegnativa da un percorso curato in ogni dettaglio e pensato per mettere alla prova gli equipaggi più preparati d’Italia. La sfida per la vittoria è rimasta aperta fino agli ultimi rilevamenti: i bresciani Vincenzo Bertoli e Doriano Vavassori, su Fiat 508 C della Franciacorta Motori, hanno terminato a soli 5,88 punti di distacco, mentre Guido Barcella e Ombretta Ghidotti, anch’essi su Fiat 508 e portacolori Franciacorta Motori, hanno completato il podio dopo una prova sempre estremamente regolare. Prestazione solida e priva di errori per Lorenzo e Mario Turelli, padre e figlio di Chiari, che con la Lancia Aprilia del 1937 della Brescia Corse hanno completato il podio delle vetture RC2. La quinta posizione assoluta e il successo in RC3 sono andati invece ai siciliani Francesco Gulotta e Paolino Messina su Fiat 600 del 1955 della Franciacorta Motori, protagonisti anche nel Trofeo Nicolis, assegnato all’equipaggio con il minor numero di penalità senza l’applicazione del coefficiente legato all’anno di costruzione della vettura. I due hanno così posto il loro sigillo sul Trofeo degli anni Venti che resterà in esposizione al Museo Nicolis fino all’edizione del prossimo anno. All’interno della top ten si è messo in evidenza anche il pluricampione Mario Passanante, navigato dal presidente della Franciacorta Corse Alessandro Molgora: ottavi assoluti e vincitori del 4° Raggruppamento su A112 Abarth, vettura con cui affronteranno l’intera stagione. Primo tra i veronesi Paolo Salvetti con Roberto Bortoluzzi, su Fiat 1100/103 della Scuderia Nettuno Bologna. Il pilota di Caprino ha faticato a tenere il passo dei primissimi che hanno girato su delle medie di errore davvero bassissime. Sempre in chiave veronese la consegna del Trofeo Pit-Top dedicato alla memoria di Fabrizio Pitondo. Mauro Argenti e Davide Boccato, su Porsche 911 S della Nettuno Bologna hanno portato a casa un modellino 1:43 realizzato, proprio da Pitondo, in soli 5 esemplari della Porsche Cayman S 2010, protagonista della 200 Miglia di Misano 2010 con al volante Emanuele Pirro e Dindo Capello. Tra le vetture più recenti si sono distinti Andrea Giacoppo e Lisa Oliviero su Fiat 500 Sporting della Speeding Motors Team, Gianluigi… Read more »
ALTRA REGOLARITA’ TURISTICA SCOMPARE DAL CALENDARIO – SIAMO ALL’EPILOGO
Arriva come uno schiaffo in pieno volto l’annuncio circa l’annullamento della manifestazione SULLE STRADE DEL SANTO 2026 – 4^ RIEVOCAZIONE STORICA – REGOLARITA’ TURISTICA, con autoraduno al seguito, prevista per sabato 14 marzo p.v. . Riprendendo un pezzo del comunicato che potete leggere al seguente LINK “La decisione è maturata, non senza significativa sofferenza, in seguito alla condivisa e attenta valutazione circa oggettive problematiche di carattere economico….” Un personale dispiacere va a tutte le persone che in questi mesi si saranno trovate per discutere, preparare, organizzare nei minimi dettagli l’evento. Due scuderie che negli anni avevano messo in piedi una nuova gara sui colli Euganei e che per le ragioni citate hanno dovuto seguire le orme di altri che in precedenza avevano affrontato le stesse difficoltà. Facciamo un passo indietro… Ormai da anni, la regolarità Turistica viene ripetutamente falcidiata da regolamentazioni, alcune pessime, altre sensate ma applicate male. La questione che alimenta questi continui cambiamenti ha portato ad alcuni fatti oggettivamente inequivocabili, e ve li elenco: COSTI: senza soldi non si fa nulla e se i costi non sono proporzionati alle entrate da parte dei concorrenti la questione diventa quasi un RISCHIO. Probabilmente per la Federazione cambiare qualche rigo nel regolamento è cosa da poco, ma per un organizzatore solo l’obbligo di una logistica rigida, diventa un gran dispendio. E qui parlo della lunghezza e conformità dei percorsi e prove cronometrate. Aggiungiamo poi che in una gara di regolarità turistica attuale ci sono obblighi che quasi fanno ribrezzo per una manifestazione classificata come “A BASSO CONTENUTO AGONISTICO” e dove “VIGE IL CODICE DELLA STRADA”. Quindi già con poche accortezze i costi potrebbero scendere se si usasse probabilmente un metro o una misura adatta ad una GARA A BASSO CONTENUTO AGONISTICO. Ci sono poi altri fattori, non gli elenchiamo ma vi assicuro che ce ne sarebbe da scrivere… molti di questi impattano con il congelamento della quota di iscrizione che non tiene conto del numero di iscritti… Quindi quota ISCRIZIONE FISSA e CONGELATA-> NUMERO ISCRITTI VARIABILE -> IMPOSIZIONI REGOLAMENTARI POCO ATTRAENTI… A queste condizioni un organizzatore senza sponsor di grido al seguito fa molta fatica a prendere delle iniziative. ABBANDONO DELLA SPECIALITA’: Se non si fanno gare entry level chi impara a fare regolarità? e ad amarla? chi entra in questo mondo rischia di non trovare inizialmente un ambiente facile, costituito da gare semplici ed ad un costo allettante. Ma lo stesso annoso dilemma allontanerà quelle persone che vogliono si gareggiare ma senza il peso di una REGOLARITA’ CLASSICA. La conseguenza di questo malessere è l’abbandono della specialità o il rifugio in altri lidi… Ci siamo intesi ovviamente quali sono i nuovi lidi. Tornando ad oggi, l’unica cosa che posso personalmente suggerire è quella di unirsi alla protesta e abbandonare ACI SPORT fin tanto che non si trovi un punto d’incontro con un DIALO SERIO tra le parti. E’ una scelta dura ma le chiacchiere stanno a zero, o si fa una seria protesta, aspettando che ci sia un punto d’incontro, e che si ritorni a qualcosa di meglio, oppure si basta polemiche e si accetta quanto sta accadendo. Sta di fatto che questo discorso si sta dilungando da almeno 10 anni e le cose sono a mio avviso solo PEGGIORATE. Va anche fatta una riflessione oggettiva, contano veramente qualcosa gli amanti della turistica per mettere Aci Sport davanti ad un tavolo? o le licenze da 30 euro valgono carta straccia? un bel dilemma… Un saluto a tutti Potete scrivermi per replicare ad:… Read more »
















